domenica , 8 Febbraio 2026

Un presepe e la sua città

Un presepe e la sua città

Un mio ex studente, Ciro Scala, costruisce un presepe in cui è rappresentata la città di Napoli, continuando e ampliando il lavoro del padre e dello zio, mostrandosi così valido cultore dei valori artistici, familiari, scolastici e cittadini.

Riprendo con questo titolo quello del mio più recente libro, Una cattedrale e la sua città, sul Duomo di Napoli e le epigrafi che narrano momenti importanti della storia non solo del monumento ma anche del Regno di Napoli. Con quel titolo volevo significare appunto l’amore per la mia città, di cui la cattedrale è come il cuore.

Un altro “cuore” di Napoli è il presepe, centro di tradizioni cittadine e familiari, nei suoi legami archetipici con santi patroni, come santa Lucia, san Nicola, sant’Agnello, san Biagio, e con il simbolo del “viaggio”, di cui la Divina Commedia è il rappresentante più vigoroso.

Sono stato sempre convinto che la passione del presepe non può essere disgiunta dall’amore per la propria città. E, se avessi avuto bisogno di conferme, le avrei trovate nell’opera di due amici, il foggiano “dal cuore napoletano” Michele Clima e il napoletano Ciro Scala.

Michele Clima è già noto a chi ha frequentato queste pagine e presto ne scriverò ancora, per l’importanza che la sua opera riveste non solo per il presepe, ma anche per la conservazione delle memorie della città di Foggia.

Ciro Scala fu mio studente al liceo Genovesi ed ha conservato il ricordo del suo antico insegnante di latino e greco. Mi ha, poco tempo fa, indirizzato una lettera che ti voglio rendere nota, amico lettore, non per personale vanagloria, ma per il valore testimoniale rispetto al presepe, alla città di Napoli e alla dirittura morale di certi giovani, oggi uomini.

Sono stato sempre convinto, infatti, che, se dei giovani conservano nel tempo la memoria dei loro insegnanti, ciò non è tanto merito di questi ultimi quanto dell’onestà morale e intellettuale dei giovani stessi.

Correderò la lettera con particolari del presepe, doppiamente napoletano, che Ciro Scala ha ereditato dal padre e dallo zio e che ha nel loro nome continuato e ampliato.

Ecco la lettera:

Gentile professore buonasera, come sta? Sono Ciro Scala, la contatto perché vorrei invitarla nuovamente a vedere il mio presepe, e di seguito le spiego subito il motivo.

Solo a distanza di anni della mia esperienza liceale, ahimè…, ho letto con molta attenzione e suggestione i suoi libri In limine e Il sogno di Benino. Spero che lei sia clemente, e nonostante questo imperdonabile ritardo, legga il seguito della mia mail e comprenda in ultimo il significato del mio tentativo…

Non le nascondo la gioia che ho provato nel trovare finalmente quei libri (del primo ho trovato una prima edizione!) in alcune librerie di Port’Alba, due anni fa, dopo una lunga ricerca.

Sono stato, è proprio il caso di dire, illuminato nello studiare e approfondire quei mille riferimenti a storie, miti e leggende popolari, e ne sono stato profondamente influenzato: le simbologie descritte, o meglio svelate, sono state costante fonte di ispirazione. Con un processo del tutto naturale, non ho potuto fare a meno quindi di impregnare anche il mio lavoro degli imprescindibili elementi del presepe popolare napoletano da lei evidenziati, sentendo il bisogno viscerale di rimediare, e di colmare quelle evidenti lacune che una mente troppo distratta e ignara (lei direbbe ignorante, lo so) aveva superficialmente generato.

Non ho potuto fare a meno quindi di inserire, attribuendo la giusta collocazione e il giusto significato da lei descritto, la triade pescatore-cacciatore-lavandaia.

Ecco allora riaffiorare con forza il legame di questo elemento con la poesia pastorale di Virgilio e del Sannazaro, il ricordo di quando citava i versi della prima Ecloga delle Bucoliche virgiliane …

Di qui poi il mio rinnovato interesse nel ripercorrere quel sentiero intriso di magia e segni celati che occhi troppo distratti, o oscurati, avevano sterilmente solo intravisto mille e mille altre volte: la fontana Spinacorona, l’altare maggiore e le scalinate della Chiesa di Santa Maria della sanità, la statua della Pudicizia nella cappella Sansevero, la tomba del Merloto a Santa Chiara e tanti altri…

Presepe Ciro Scala. La fontana di Spinacorona

Nel mio presepe che, se ricorda, è atipico rispetto alla struttura tradizionale di quello popolare (lavoro iniziato da mio zio negli anni ‘80 e continuato da me dal 2004 ad oggi), ho voluto negli ultimi anni inserire anche alcuni scorci di Napoli che amo maggiormente, la cappella Pappaconda, la chiesa di Sant’Eligio Maggiore e il suo orologio, la cupola della chiesa di santa Maria della Sanità, e non ultima la fontana di Spinacorona, essendo stato affascinato dalla relativa storia e dai riferimenti anche da lei descritti. Le invio alcune foto (non rendono bene, non essendo, io, un ottimo fotografo), solo per cercare di suscitare la sua curiosità.

Presepe Ciro Scala. Piazza San Domenico Maggiore

Averla nuovamente ospite sarebbe per me un onore ed un immenso piacere; veda quindi questo mio invito come un umile omaggio ai suoi preziosi insegnamenti, che purtroppo solo in tarda età ho cercato nel mio piccolo di mettere a frutto: ho capito quanto sia importante rinnovare nel quotidiano il nostro amore per questa città così traboccante di storia, tradizioni e misterici significati… e quanto sia importante tramandarne il profondo significato alle future generazioni. Lo stesso amore per questi valori sto cercando infatti di infondere in mio figlio di 5 anni. Immancabili poi ogni anno visite guidate al presepe che organizzo per amici e parenti, e, non me ne voglia, immancabili ogni volta i riferimenti alle fonti dei suoi libri.

Presepe Ciro Scala. Piazza San Gaetano e basilica di San Lorenzo Maggiore

Del resto “ che ne sarà di un popolo che perde la memoria del proprio passato”…

Non le nascondo il mio fortissimo rammarico infatti nel trovare sempre più evidente la perdita di memoria e di legami con la nostra tradizione, con tutte le persone che vengono in visita, o con cui mi trovo a discutere della nostra città…

Presepe Ciro Scala. Panoramica

Nell’augurarle buon anno, resto in attesa di un suo graditissimo riscontro.

Che sia davvero un nuovo inizio per tutti, mai come quest’anno augurio più azzeccato!

Un saluto affettuoso, e a presto!

Presto ti mostrerò altri particolari. E tu, conosci altre persone che dedicano il loro presepe alla propria città?

3 commenti

  1. Che bella la lettera che hai pubblicato, caro Italo, e complimenti al tuo ex studente, un preseparo, come ci piace chiamarci, di gran talento.
    Un caro saluto
    Mariano

  2. Salve,
    a Salerno c’è da diversi anni il presepe di Sant’Agostino, che è ospitato nella cappella di Sant’Antonio de Nobili in via Duomo.
    Il presepe ha forma circolare ed in esso sono riprodotti tutti i principali scorci e monumenti del centro storico della città.
    È davvero suggestivo e sembra dire ‘Cristo nasce in mezzo a noi’

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