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Il diavolo sul presepe, la maligna forza che serve il bene

Sul presepe popolare, la figura dell’oste allude al diavolo, che, secondo il grande poeta tedesco J. W. Goethe, è “la forza che costantemente vuole il male ed opera costantemente il bene”.

Un grande poeta tedesco, Johan Wolfgang Goethe, si cimentò con il tema della scommessa tra Dio e il diavolo circa la capacità dell’uomo di mantenere il retto cammino. Partì da una leggenda diffusa in terra tedesca e, cambiandone completamente il senso, rese celebre il mito del patto con il diavolo. Goethe lavorò si può dire tutta la vita per portare a compimento il suo Faust, che è uno dei capolavori della letteratura mondiale.

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il diavolo Mefistofele nell’interpretazione di Eugène Delacroix, per il Faust di Goethe

Ma andiamo con ordine.

Sul patto con il diavolo, c’era una storia che circolava da molto tempo e che a livello letterario era stata resa celebre dal drammaturgo elisabettiano Christopher Marlowe, con l’opera teatrale La tragica storia del Dottor Faust: era, questa, la storia di un sapiente che, deluso dagli studi e dalla vita, accettava di stringere con il diavolo un patto contro natura. In base al patto, il diavolo gli ridà la gioventù e gli concede vent’anni di felicità e di successi in ogni campo: in cambio, al termine dei vent’anni, Faust deve consegnare al diavolo la sua anima immortale.

Il Dottor Faust nel suo studio, in una famosa incisione di Rembrandt
Il Dottor Faust nel suo studio, in una famosa incisione di Rembrandt

Si tratta, come si comprende facilmente, di una storia raccapricciante con finalità morali: il diavolo non può concedere che una felicità effimera, per cui stolto è quell’uomo che compromette il suo destino eterno per un numero ridicolo di anni e per una ancor più ridicola promessa di felicità terrena.

Questa è la storia che Goethe raccoglie dalla tradizione a lui precedente, ma, come ho detto, ne fa qualcosa di completamente diverso: il diavolo stesso riceve una diversa configurazione e un diverso significato.

Ispirandosi al libro di Giobbe, di cui ho già parlato qui, Goethe apre il suo poema (pensato e costruito come un’opera teatrale) con un Prologo in cielo: il diavolo stavolta si chiama Mefistofele e, trattando molto amichevolmente con Dio, gli propone la scommessa su Faust, il sapiente, che il Signore afferma essere suo devoto servo. Ma, proprio perché il diavolo sperimenti che l’uomo, quando è dotato di un sano istinto, sa sempre trovare la strada giusta, gli consente di mettere alla prova Faust.

Mefistofele perderà la scommessa e non riuscirà a impadronirsi dell’anima di Faust, nonostante questi abbia accettato il sacrilego patto (il ringiovanimento e vent’anni di felicità e successi, in cambio dell’anima).

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Del Faust vi è anche una bellissima versione a fumetti dovuta alla penna di Pedrocchi e alla matita di Rino Albertarelli

In effetti, il Faust di Goethe accetta il patto con Mefistofele  non per avidità di piaceri e di ricchezze, ma, tutt’al contrario, nella sicurezza che il diavolo, veramente un “povero diavolo”, non abbia davvero niente da offrire al suo animo inquieto e sempre alla ricerca del superamento di se stesso. Il contratto è infatti redatto in questi termini: nel momento in cui Faust si dichiarerà soddisfatto dei risultati ottenuti grazie all’aiuto di Mefistofele, il diavolo potrà impadronirsi della sua anima.  Al termine dei vent’anni, nuovamente vecchio, ricco e famoso, intento a perseguire il bene dei suoi simili con grandiose opere di ingegneria, Faust ancora si dichiarerà insoddisfatto per la limitatezza di ciò che ha realizzato. Mefistofele non può quindi vantare diritti sull’anima di Faust, che è portata in cielo da un coro di Angeli.

Nel superamento della prova, Faust è stato aiutato dal ricordo della dolce Margherita, morta in età giovanissina proprio per amor suo. Questa figura è uno degli aspetti del “Femminino Eterno” cui Goethe attribuisce la salvezza dell’uomo. Qualcosa di analogo alla Beatrice di Dante.

Ma ciò che in questo grandioso poema, al di là dei pochi cenni che ho potuto darne, interessa il nostro argomento, è la funzione attribuita a questa figura popolarissima che è il diavolo. Per Goethe, Dio pone Mefistofele accanto a Faust, proprio perché questi non si adagi nell’ozio di una vita passiva. Mefistofele svolge allora la funzione di uno stimolo necessario a che l’uomo vada sempre avanti nel progresso spirituale e non si contenti mai della meta raggiunta.

Del resto Mefistofele fa un po’ pena, suscita cioè addirittura un po’ di compassione, nel mostrarsi consapevole di essere votato alla sconfitta: quando si presenta per la prima volta a Faust e questi gli chiede chi è, Mefistofele risponde con amarezza:

Io sono parte di quella forza che vuole sempre il male ed opera costantemente il bene (Ein Teil von jener Kraft / die stats das Boese will / und stets das Gute schafft)

In questa prospettiva, il diavolo appare quasi necessario a che l’uomo diventi consapevole del bene e del male e possa così operare il primo, evitando il secondo, in piena consapevolezza e libertà.

Nella “Cantata dei pastori”, di cui ho parlato qui e qui, Belfegor, un altro aspetto che il diavolo assume, tenta, con tutti i mezzi a sua disposizione, di contrastare la nascita del Salvatore. Naturalmente senza riuscirci: ma, nell’opporsi ai suoi loschi maneggi, ognuno dei personaggi ha l’occasione di fare venire alla luce le sue disposizioni migliori. Razzullo, pure eternamente affamato, non cede alla tentazione di riempire lo stomaco con azioni disoneste e anche il pescatore Ruscellio, che era pagano, posto dal diavolo dinanzi alla scelta di diventare un assassino, rinuncia all’adorazione degli idoli e si converte alla fede nel vero Dio.

viandante edicola sacra
Viandante in preghiera davanti ad un’immagine sacra
Presepe Sarcone 1994
Foto dell’autore

A nessuno, dunque, è preclusa la strada per la salvezza: per questa ragione, sul mio presepe, accanto alla Taverna, ho sempre posto un piccolo tabernacolo con un’immagine sacra, davanti alla quale un viandante si scopre rispettosamente il capo. Talvolta, sulla soglia ho collocato un frate questuante che accetta da un avventore un bicchiere di vino.

Questa scena è molto significativa, ben interpretata: l’avventore, offrendo al frate mendicante, stanco del suo andare, un bicchiere di vino, dimostra di non essere del tutto sordo alla voce della carità, anche se, nel momento della nascita del Salvatore, è intento alla gozzoviglia.

frate questuante osteria presepe
Frate questuante nell’osteria
Presepe Sarcone 1993
Foto dell’autore

Per la figura del frate francescano questuante, poi, la scena richiama alla mente il manzoniano fra’ Galdino: lo ricordi? Ringraziando per la generosa offerta di noci ricevuta nella casa di Agnese e Lucia, dice che si potrà fare molto olio per i poveri: e aggiunge:

Il nostro ordine è come il mare: riceve acqua dai fiumi e torna a distribuirla.

Non sarebbe, infatti, inopportuno, se, prima di accingerti ad allestire il tuo presepe, tu andassi a rileggerti qualche pagina del nostro Alessandro Manzoni.

E voglio, anche se solo provvisoriamente, concludere con una domanda: ti sei mai chiesto se un giorno il Signore non riuscirà a redimere perfino il diavolo?

 

 

2 commenti

  1. “I Napoletani, quando non sono impegnati a fare il presepe, sognano di farlo”: ti cito, caro Italo, perché nel guardare le due scene meravigliose del viandante davanti al tabernacolo e del frate questuante ho pensato di realizzarle entrambe il prossimo Natale nel mio presepe.
    Grazie
    Mariano

    • Grazie, Mariano, sia per avermi scritto, sia per avere tratto dai miei articoli qualche idea per il tuo presepe. La pratica presepiale, infatti, vive proprio di questo continuo appropriarsi di idee, di immagini, di spunti, per ricrearli in nuovi contesti. Io stesso sono debitore ad amici di alcuni particolari, anche tecnici, di cui ho intenzione di parlare prossimamente. Perciò, continua a seguirmi: scriverò anche di persone di notevole spessore culturale e morale, di cui qualcuno non è più di questa terra, come il mio amico Elio Catalano, a cui appartengono anche alcune immagini presepiali già apparse in queste pagine.

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